sabato 11 giugno 2016

第64回NHK囲碁1-10王銘琬9段 ( Ou Meien 9 dan ) vs 藤沢里菜3段( Fujisawa Rina 3 dan )






 

The 64th NHK igo turnament 1st round
 (● O Meien vs ○ Fujisawa Rina)

  

Bellissima prova di Fujisawa Rina per nulla a disagio nel misurarsi con un consumato professionista...

  
Fujisawa Rina 藤沢里菜


Historical Hnefatafl 7x7 (Irish Brandubh) mmagari (1792) / docbullen (1672)


hnefatafl board

Una posizione particolarmente didattica... si noti con la dovuta attenzione la collocazione dei rispettivi effettivi...
M.M.

martedì 7 giugno 2016

Al-Adli


 http://history.chess.free.fr/images/shatranj/shatranj-01.jpg
 http://history.chess.free.fr/images/shatranj/shatranj-01.jpg

Al-Adli (Al-Ádlí ar-Rúmí) est un joueur et un théoricien arabe du Shatranj, l'ancêtre arabe des échecs. Originaire d'Anatolie1, il est l'auteur vers 842 d'un des premiers traités décrivant le Shatranj, Kitab ash-shatranj2 (Le livre des échecs). Sous le règne de Al-Wāt̠iq et au début du règne du caliphe Al-Mutawakkil, il était reconnu comme le meilleur joueur du IXe siècle3 jusqu'à sa défaite contre Al-Razi qui eut lieu suivant les sources soit avant4, soit pendant5 le règne de Al Mutawakki (847-862).
Dans son traité, Al-Adli rassembla les idées de ses prédécesseurs sur le Chatrang. Le livre est perdu mais ses problèmes ont survécu grâce à ses successeurs4. Les mansoubas étaient des fins de parties. La victoire s'obtenait soit par le mat, soit par le pat, soit par le dépouillement du Roi adverse6,7.
De son œuvre, serait issu une variante8 du problème du mat de Dilaram (Dilaram mansuba ou mansouba)9 . Dans un manuscrit du début du XVe siècle, un problème analogue était accompagné d'une histoire où Dilaram était la favorite esclave d'un joueur d'échecs réduit à une position désespérée dans une partie10 ,11. Cette version, appelée mat de Dilaram, analogue au problème d'Al-Adli est attribuée à Al-Suli12,4.

Bibliographie

Document utilisé pour la rédaction de l’article : document utilisé comme source pour la rédaction de cet article.
  • Nicolas Giffard et Alain Biénabe, Le Nouveau Guide des échecs. Traité complet, Paris, Robert Laffont, coll. « Bouquins »,‎ 2009, 1710 p. (ISBN 978-2-221-11013-3)Document utilisé pour la rédaction de l’article
  • François Le Lionnais et Ernst Maget, Dictionnaire des échecs, Paris, Presses universitaires de France,‎ 1967, 432 p.Document utilisé pour la rédaction de l’article
  • (en) David Hooper et Kenneth Whyld, The Oxford Companion to Chess, Oxford University Press,‎ 1992 (ISBN 0-19-866164-9)Document utilisé pour la rédaction de l’article
  • (en) H.J.R. Murray, A History of Chess, Oxford University Press,‎ 1913, 879 p. (ISBN 0-19-827403-3)Document utilisé pour la rédaction de l’article

Notes et références

  1. Jean-Michel Péchiné, Roi des jeux, jeu des rois, Les échecs, Découvertes Gallimard, novembre 1997, p. 30.
  2. H.J.R. Murray 1913, p. 169
  3. (en) Harry Golombek (éditeur) The Penguin Encyclopaedia of Chess, Penguin, 1981, p. 11.
  4. a, b et c Hooper et Whyld 1992, p. 408
  5. H.J.R. Murray 1913, p. 170 dit que selon an-Nadim, le match eut lieu en présence du caliphe Al Mutawakki.
  6. Le Lionnais et Maget 1967, p. 182
  7. Le Lionnais et Maget 1967, p. 236
  8. H.J.R. Murray 1913, p. 318
  9. Giffard et Biénabe 2009, p. 789
  10. Giffard et Biénabe 2009, p. 336
  11. Le Lionnais et Maget 1967, p. 116
  12. H.J.R. Murray 1913, p. 311

mercoledì 1 giugno 2016

Il Go visto dagli scacchisti Competizione, contemplazione, tanti problemi... ...e altro ancora



Source: http://web.mclink.it/MC1483/problemi.html


L'articolo oltre a diverse altre cose mostra l'apertura di Vladimir Kramnik nei confronti di altri forme di arte strategica,oltre a quella in cui eccelle. Questo fatto lo rende ai nostri occhi scacchista particolarmente degno di stima e rispetto....
M.G.

(You must play again the board, and not against the opponent - River Mountain Go, volume 2)

Nel 2006 l'allora campione del mondo di scacchi Vladimir Kramnik ebbe a lamentarsi in un'intervista di come fossero cambiati la stima e il rispetto che da sempre i giocatori più deboli avevano nei confronti di quelli più forti. Secondo Kramnik questo era dovuto al fatto che i computer erano ormai in grado di giocare meglio di qualsiasi essere umano e quindi sometimes amateurs, especially those who are not very active themselves, get the feeling that we are not playing that well, that we make mistakes all the time, that we need twenty minutes to play a move which Fritz finds in a few seconds. They may get the feeling that top chess players are not so strong at all (a volte i dilettanti, speciamente quelli che giocano poco, hanno l'impressione che noi non giochiamo così bene, che facciamo molti errori e che impieghiamo venti minuti a giocare una mossa che Fritz - uno dei migliori software in commercio - trova in pochi secondi. Può essere che finiscano per pensare che i migliori giocatori non siano poi così forti)....

Tra le molte cose interessanti dell'articolo abbiamo apprezzato la seguente risflessione dell'autore  :  



"Perché un gioco è così diffuso in Occidente e l'altro in Oriente? (Scacchi e Go) Esiste una ragione profonda, non così evidente a chi non conosce un po' la mentalità "orientale". Ed è qui il problema che andrebbe superato se si vuole che anche il Go raggiunga, in Occidente e in tutto il mondo, la fama degli scacchi. In Occidente domina da molti secoli una mentalità "competitiva", la stessa che ha portato a innumerevoli scoperte e invenzioni (ma anche al capitalismo sfrenato e alle guerre) e così pure al fiorire di infinite competizioni sportive, Olimpiadi in testa. In Occidente ci si afferma superando gli altri e dimostrando così di "essere migliori". In Oriente, viceversa, domina una mentalità "contemplativa", che non reputa necessaria la competizione e punta invece alla conoscenza di sé stessi e al raggiungimento dell'armonia interiore: questo, da loro, significa "essere migliori"..."